Toro, senti Segre:”Sogno la A con i granata”

“Sogno la A con il Toro”. Esordisce così il centrocampista classe ’97 Jacopo Segre, attualmente in prestito al Chievo. Il centrale, intervistato da Nicolò Schira, prosegue:

“Sto trascorrendo le giornate di quarantena a Verona, con la mia ragazza Alessia. Sono settimane complicate: dopo la colazione, studio, perché sfrutto il tempo per portarmi avanti con gli esami universitari, in vista della sessione di maggio. Media voti? 26-27, ho dato già 7 esami. Per passare il tempo, poi, ho scaricato Disney Plus: mi immergo nei cartoni animati e in Star Wars, in attesa che esca la nuova serie della Casa di Carta.

Fin da piccolo la passione per il calcio è stato fortissima. Giocavo ai videogiochi e all’oratorio, e subito mi sono dedicato al pallone. La prima squadra è stata la Masseroni Milano, che era affiliata al Milan. Sono stato lì dai 5 ai 7 anni. Mi voleva anche l’Atalanta, ma alla fine ho scelto i rossoneri. Al Milan ho fatto tutta la trafila, fino alla Primavera, allenandomi anche diverse volte con la prima squadra, quando c’era Pippo Inzaghi allenatore. Da bambino facevo il raccattapalle a San Siro: che emozione entrare in campo con tutti quei campioni, e 80 mila persone sugli spalti. La settimana di Juve-Milan, nel 2014/15 ho sperato nella convocazione: c’erano tanti infortunati, e mi ero allenato tutta la settimana con la prima squadra. C’erano giocatori importanti come De Jong, che mi davano consigli e mi tenevano d’occhio.

Dire addio al Milan fu una scelta difficile, ma il Torino rappresentava una occasione importante. C’era un progetto importante su di me, l’anno scorso mi hanno rinnovato il contratto. L’anno prossimo spero di tornare in granata, e giocarmi le mie chance in Serie A. Il sogno è quello di giocare nella massima serie con il Toro. Da qui a fine stagione penso solo al Chievo, dopodiché penserò al Torino. Dopo due anni di B spero mi venga data una occasione in A. Sarebbe un sogno giocare allo stadio Olimpico in maglia granata.

Il mio idolo? Kakà, ho la sua maglia autografata in camera. E anche Beckham. L’ho incrociato una volta all’Armani, l’ho avvicinato, e sono riuscito a parlarci due minuti in inglese. È stato emozionante, sono diventato una mummia davanti a lui. Gli ho chiesto una foto ricordo, è stato bello conoscere uno dei propri idoli d’infanzia.

Il mio compagno di squadra più forte? Ho giocato tanti anni nel settore giovanile con Manuel Locatelli. Nonostante avesse un anno in meno di me, aveva eleganza e un passo mentale superiori a tutti. Diventerà un centrocampista molto forte e da top team. Tra gli avversari? Mi ha impressionato Nicolas Viola del Benevento”.

Fonte: Torinogranata.it

Redazione Primaveratorotime

 

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