Pietroluongo in diretta Instagram:”Un sogno essere al Toro. E sul Fila..”

Il portiere classe 2005 del Toro, Brian Pietroluongo, era in diretta Instagram sulla pagina:”Giocare, crescere, sognare “, molto seguita sui social. Il numero uno granata, da quasi due stagioni al Toro e proveniente dal Pinerolo, ha risposto alle domande dei tifosi. Ecco le sue risposte.

“È un momento difficile-dice Pietroluongo-; abbiamo diversi contagiati, otto per la precisione, mentre in Under 17 sono tutti positivi(per la tutela sui minori non possiamo rivelarvi i nomi ndr). I negativi-prosegue – si allenano a casa e al campo. Io mi alleno tre volte a settimana, poi svolgo gli esercizi a casa che ci ha dato il mister, curando la forma fisica con palestra ed esercizi a corpo libero”.

“Da quest’anno giochiamo al Cit Turin, uno dei migliori campi sintetici di Torino. Come è stato venire al Toro? Un’esperienza unica, il passare dai Dilettanti ai professionisti porta molti privilegi. I preparatori sono molto validi e hanno uno stile di allenamento italiano. Mi trovo bene con tutti, ma ho legato maggiormente con Serra, Manissero e i portieri (Lando, Gamerro e Brezzo). È stata dura entrare al Toro, ma ce l’ho fatta. Inizialmente il primo provino non è andato bene, ma mi hanno richiamato una seconda volta e mi hanno preso. Avevo provato anche con l’Alessandria e con il Novara. Quest’ultima voleva ingaggiarmi, ma quando il Toro lo ha saputo mi ha fatto firmare il vincolo. Non ho un modello di riferimento, cerco di migliorare giorno per giorno. Altri sport oltre al calcio? Amo la boxe, volevo iscrivermi l’anno scorso al campionato, ma poi non riuscivo a conciliare le due attività e ho lasciato stare. La passata stagione ho collezionato due presenze, eravamo molto forti. Il gruppo era molto solido e affiatato, un peccato non avere finito il campionato. Il mister Menghini (ora in Under 17) è molto severo, tira le redini, se c’è qualcosa che non gli piace di te, te la dice subito senza mezzi termini. Il suo modo, però, aiuta a crescere. Io, ad esempio, mi sono dovuto adattare, visto che ho l’abitudine di uscire spesso dalla porta e dribblare gli avversari. Una volta-prosegue- mi è riuscito il tunnel in allenamento e lui si è complimentato con me, ma ha anche aggiunto: ‘se lo fai in partita, ti stacco le orecchie’. L’attuale tecnico Fogli, invece, ti mette meno pressioni, ma sono entrambi ottimi allenatori. Il momento più esaltante?Essermi allenato l’anno scorso con i grandi al Filadelfia, un’emozione unica. Di certo non posso dimenticare il giorno della firma, avrei spaccato tutto dalla gioia. Cosa si deve fare per diventare un buon portiere? Lavorare duro, ma soprattutto avere carattere. Mi piace farmi sentire in porta, credo che questo rassicuri la difesa. I giocatori del Toro Under 16 più forti? Jarre, Gerarca, Haratau e Zucco. Il primo ha una tecnica individuale per la sua età pazzesca, gli altri due fisicamente sono devastanti. Bravino anche Zucco che proviene dall’Alessandria. Chi sono le squadre favorite quest’anno? Le genovesi e la Juve. Il portiere più forte della mia età? Quello della Sampdoria, mentre il giocatore che mi ha messo più in difficoltà è stato l’anno scorso l’attaccante di colore della Fiorentina”.

Redazione Primaveratorotime

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